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Mastopessi cicatrici

Nel momento in cui, dopo la visita pre operatoria, il chirurgo plastico comunica alla paziente che per far rinvigorire il suo seno c’è necessità di una mastopessi e non basta semplicemente inserire una protesi, la paziente è sempre molto titubante, le cicatrici la spaventano, per questo cercherò di descrivere maggiormente in dettaglio le opzioni cicatriziali di una mastopessi. Mastopessi peri areolare, conosciuta anche come “round block”, nota anche come mastopessi secondo Benelli, il nome del chirurgo italiano che la inventò, è una tecnica mini invasiva che prevede il rimodellamento del seno tramite l’asportazione di un anello di tessuto attorno all’areola, associando anche una plicatura (una sorta di “pence” che si effettua in sartoria) della ghiandola. Ne esiterà soltanto una cicatrice che costeggia l’areola, tuttavia questa tecnica è utilizzabile soltanto nelle ptosi lievi, ovvero in quei casi ove la quantità di ghiandola che poggia sul torace è al massimo di 2 cm e contestualmente la posizione del complesso areola capezzolo non sia eccessivamente calata, con ad esempio il capezzolo che guarda nettamente verso il basso. Mastopessi verticale, la tecnica più eseguita e, a differenza di quello che si possa pensare, la cicatrice lineare verticale, che divide il polo inferiore della mammella in destro e sinistro, è quella che, a distanza di tempo, sarà meno visibile; ricordando che nella mastopessi verticale c’è sempre, oltre alla cicatrice verticale, anche quella attorno all’areola, come nella round block. La differenza sostanziale tra la round block, la mastopessi peri areolare, e la mastopessi verticale naturalmente è la cicatrice lineare verticale, ma proprio grazie a questa il chirurgo riesce a ridisegnare meglio il cono mammario e creare una mammella molto più naturale; considerando che questa cicatrice, generalmente, guarisce meglio delle peri areolari, vien da se che quando si cerca di forzare le indicazioni per ridurre il numero di cicatrici di frequente l’insuccesso è presente. Mastopessi a T rovesciata, detta anche “ad ancora”, è una tecnica utilizzata quando il parenchima ghiandolare che poggia sul torace, verso l’addome, è eccedente oltre i 4 cm, in questi casi eseguire semplicemente una pesi verticale comprometterebbe l’estetica del risultato. L’associazione di una cicatrice lineare, lungo parte del solco sotto-mammario, permette una corretta conizzazione del seno, ma ancor più permette di utilizzare come autoprotesi, ovvero una protesi creata dal proprio seno, il tessuto che eccedeva verso il basso; in questo caso tutto il volume utilizzabile viene riposizionato ed il dazio da pagare è una cicatrice lungo un area nascosta dal seno stesso oltre a quelle tipiche della variante lineare.

 

Per maggiori informazioni sulle cicatrici della mastopessi contatta il dottore Raffaele Rauso c/o la Centro Polispecialistico S.Apollonia, in via Martiri del Dissenso, 47 S.Maria Capua Vetere (Caserta)

 

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Centro Polispecialistico S. Apollonia, in via Martiri del Dissenso, 47 S. Maria Capua Vetere (Caserta)